Le banche puntano sui conti correnti con l’optional


Trovare nuovi clienti diventa sempre più complicato per banche, assicurazioni e promotori finanziari, non semplicemente per un fatto di concorrenza. Ecco quindi che negli ultimi anni non è mancato da parte loro un notevole impegno per creare prodotti finanziari più o meno esotici ma senza dubbio altamente remunerativi (per le banche o per i  clienti?).

Si è passati negli anni dall’offensiva sui fondi comuni alla grande invenzione delle polizze finanziarie (ovviamente non mi riferisco a quelle tradizionali), “nuovo” strumento con cui gli intermediari hanno prodotto per sè ampi margini di guadagno. Gli ultimi anni hanno permesso peraltro ai grandi architetti di prodotti finanziari di far uso di strumenti finanziari complessi e ben articolati (leggi “derivati”) e da questo “turpe” matrimonio finanziario sono nate le obbligazioni strutturate, che invece di rimanere uno strumento destinato a investitori istituzionali sono giunte tra le mani della grande massa dei risparmiatori privati, spesso con competenze non sufficienti a comprenderne i profili di rischio.

Ma ormai, grazie  o a causa della crisi finanziaria, l’attenzione degli istituti di credito, bisognosi di denaro fresco, sembra orientarsi verso un prodotto più semplice (magari da utilizzare come specchietto per le allodole????): il conto corrente, che da cenerentola quale è stato per molti anni, si è trasformato in una grande opportunità per attirare clienti scettici verso i mercati finanziari e i normali strumenti d’investimento. Non sono poi così pochi infatti i risparmiatori che ricevono a casa telefonate con allettanti inviti a conoscere le virtù benefiche di conti correnti ad alto tasso di interesse (si, anche se volte solo per qualche mese).

Ultimamente nella partita si è gettata anche la corazzata Mediolanum che con la sua abilità nell’utilizzo della pubblicità  (soprattutto in tv) ci ricorda (tante grazie!) che  è importante dichiarare il rendimento al netto delle tasse. Peccato che, sicuramente nel pieno rispetto delle leggi, Ennio Doris dimentichi (così mi pare di ricordare) che per beccare quel 3% (in realtà fino a giugno) bisogna contestualmente sottoscrivere una polizza. Per fortuna, a quel che sembra, non si tratta di una polizza particolarmente costosa, ma lasciare fino al 20% del rendimento alla banca mi sembra già fin troppo generoso dato che probabilmente la polizza viene investita in prodotti monetari (o no?). Comunque sia, è davvero spiacevole dover leggere questo “piccolo grande” particolare tra le scritte in sovraimpressione durante lo spot (un sottopancia scritto piuttosto piccolo forse)! Magari era meglio dirlo a voce?!

Cesare Nistri – Studio Politi Nistri

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