ETF: attenzione ad immettere gli ordini di acquisto o vendita

buccia_banana

Gli ETF sono senza dubbio sulla bocca dei risparmiatori più aggiornati ed evoluti (potremmo dire i “più svegli”). Del resto, è uno strumento di per sè molto semplice che permette, a fronte di basse commissioni di gestione, di investire in modo semplice diversificando molto i propri investimenti.

Tuttavia, proprio uno dei suoi migliori vantaggi, il fatto di poter essere negoziato come un’azione, può costituire un rischio (di tipo operativo) per chi non conosce le problematiche legate all’inserimento di un ordine di borsa. Si tratta di un problema che colpisce soprattutto gli ETF meno liquidi, in particolar modo se si tratta di ETF obbligazionari e monetari. Ma cosa vuol dire “meno liquidi”? In parole povere è la situazione in cui ci sono pochi operatori sul mercato, sia in vendita che in acquisto: tecnicamente, quando sul “book” ci sono pochi livelli di prezzo da incrociare e magari la differenza tra miglior prezzo in vendita e miglior prezzo  molto più alta del desiderato. Ecco che inserire  un “ordine al meglio”, cioè, ad esempio, non fissare un limite massimo per l’acquisto di un ETF può essere davvero pericoloso: a chi piacerebbe comprare uno strumento monetario a 103,5 quando magari megli ultimi mesi ha quotato costantemente in un range 102-102,5? Forse non ci crederete ma a qualche risparmiatore inconsapevole è successo qualcosa di simile. Tutto sommato, non c’è da stupirsi se si pensa che talvolta i cosiddetti “market maker” (gli intermediari che dovrebbero garantire un livello minimo di liquidità del mercato) si assentano nei primi minuti di contrattazione rendendo possibile che qualche malcapitato (poco informato e preparato) incorra in certe sventure. Quindi okkio! Mettete sempre un prezzo massimo per acquistare e un prezzo minimo per vendere!

Ovviamente sarebbe bello ricevere smentite e spiegazioni da parte delle maggiori case emittenti proprio in questo blog. Credo si tratti di un argomento importante per i nostri lettori, che invito a commentare quest’articolo, magari fornendo propri contributi in proposito.

Cesare Nistri – Studio Politi Nistri – Milano

3 Risposte a “ETF: attenzione ad immettere gli ordini di acquisto o vendita”

  1. Gian Dice:

    Secondo me a cneh alcuni spread tra denaro e lettera sono molto alti. Io vorrei utilizzare il dax protective put…. ma ha uno spread del 2%. Possibile che sia solo il costo della put?

  2. Cesare Nistri Dice:

    Il costo della put è un elemento importante nel valutare la performance dell’etf rispetto al normale indice Dax: di fatto è una zavorra nei momenti di crescita del mercato, che permette comunque una discreta protezione, sebbene piuttosto rigida nei suoi meccanismi, durante i grandi ribassi.

    L’ampio spread è dettato soprattutto dalla scarsa quantità di scambi. Basti guardare i volumi scambaiti ieri su questo etf….. veramente bassi!

    Anche in questi casi bisogna stare attenti ad inserire gli ordini|

  3. Guido Monticello Dice:

    I reverse funds hanno due scopi : il primo è ridurre la correlazione di portafoglio in momenti di forte incertezza ; il secondo è l’uso come strumento difensivo su mercati fortemente “bearish” . Nel primo caso si sostituiscono alla tradizionale diversificazione geografica o settoriale, che un tempo funzionava, ma che nel mondo delle comunicazioni in nanosecondi non esiste più : se si pensa che ancora nei tardi anni 80 la correlazione tra lo S&P 500 e il Ftse era 0,59 e ora è probabilmente vicina ad 1 ci si rende conto di come la tecnologia risolve qualche problema ma ne crea anche qualcuno di nuovo . I reverse funds vengono in aiuto creando una sana correlazione negativa che altrimenti è molto difficile ottenre . L’altro uso dei reverse funds è la protezione del portafoglio o del settore quando si preferisce rimanere investiti : si può divenire neutri o parzialmente neutri al mercato . Fin qui tutto bene . Ci sono però anche lati negativi nell’uso dei reverse funds : il più importante è lo spread : già normalmente ampio per la scarsità di utilizzatori di questo strumento , lo spread viene “aperto o chiuso” a convenienza del market maker : chi ha curiosità noti come negli ultimi momenti prima della chiusura lo spread venga allargato inibendo molti acquisti o vendite : evidentemente il market maker spesso vuole evitare di prendersi rischi per l’apertura successiva . Lo stesso dicasi quando il mercato è molto volatile : nell’incertezza e anche in presenze di discreti volumi “chi fa il mercato” tende ad aprire la forbice tra denaro e lettera . Conclusione : i reverse funds sono strumenti utili solo a chi ha imparato a conoscere la “bestia”.
    Suggerisco di accostarsi a questi strumenti con molta cautela e a “piccole dosi”.
    Guido Monticello


Lascia un commento