G8 e G-Ottimismi

Fonte: www.corriere.it - foto Reuters

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In questi giorni stiamo assistendo al tradizionale teatrino dei “grandi della Terra” che riuniti davanti ad un grande poster delle vette d’Abruzzo fanno ampie dichiarazioni di ottimismo per quei segnali che i media definiscono segnali di una possibile ripresa dell’economia mondiale. Vorrei invitare tutti, risparmiatori e consulenti, a mantenere la calma e usare molta cautela. Mi rendo conto che non è facile, anche perché da qualche mese siamo bombardati da messaggi mediatici sugli ormai famosi “ciuffi verdi” (green shoots) di Ben Bernanke, Chairman della Federal Reserve, che sostiene che l’economia USA sta avviandosi verso una stabilizzazione e una lenta ripresa. Alle parole di Bernanke fanno da cassa di risonanza le previsioni di alcune grandi istituzioni sovranazionali, tristemente note per aver regolarmente errato per difetto tutte le precedenti previsioni di caduta delle economie mondiali. Da stamattina anche l’autorevole Economist se ne esce con una previsione di miglioramento della crescita economica degli USA nella seconda metà di quest’anno e (udite! Udite!) un calo della disoccupazione nel 2010.

Dal mio modesto punto di osservazione stiamo entrando in una fase di auto-illusione collettiva in cui si confondono temporanei rimbalzi delle borse con gli andamenti dell’economia mondiale.

Alla luce degli eventi degli ultimi due anni, né i grandi del mondo né i banchieri centrali né le grandi istituzioni sovrannazionali possono essere ritenuti in grado di fare affidabili previsioni economiche.

Chi avesse dubbi su questa materia si vada a cercare il Report della assemblea annuale della BIS (la cosiddetta “ Banca Centrale delle banche Centrali”) al sito www.bis.org .

Nella presentazione in italiano si legge che “La crisi ha avuto cause sia macroeconomiche sia microeconomiche: gli ampi squilibri internazionali, il lungo periodo di bassi tassi di interesse, la distorsione degli incentivi e la sottovalutazione del rischio. I mercati sono stati colpiti da disfunzioni, e la regolamentazione vigente non ha permesso di evitare l’accumulo eccessivo di leva finanziaria; ora io posso non aver capito qualcosa, ma avevo l’impressione che la BIS fosse  quell’ente che ha il compito di creare quella regolamentazione che “non ha permesso di evitare l’accumulo eccessivo di leva finanziaria”.

Forse sarebbe stato più onesto dire: abbiamo creato delle regole che purtroppo si sono dimostrate inadeguate in una realtà così estrema. In tempi diversi (nel 1933) il banchiere James Warburg, dimettendosi dal ruolo di Consulente Monetario del presidente Roosevelt, dichiarò “stiamo entrando in acque per le quali non avendo una mappa, mi sentirei un navigatore incompetente” . Purtroppo i tempi sono cambiati e nessuno ha più il coraggio di dire che, al di là di un sano ottimismo di principio, fare previsioni di questi tempi è perlomeno avventato.

Quanto a politici e banchieri centrali vorrei stendere un velo pietoso sperando che gli ottimismi siano solo un tentativo di ricreare un minimo di fiducia.

Concludendo, invito ancora una volta tutti alla massima cautela e a non divenire preda di entusiasmi che potrebbero dimostrarsi solo temporanei.

Solo quando la marea si sarà ritirata si potrà vedere chi è che nuota nudo.   W. Buffett

Guido Monticello

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