I computi strutturali erano corretti ma la struttura ha ceduto


cedimentoDa inizio Luglio è apparsa, su siti e riviste specializzate, la annuale classifica dei rendimenti dei “grandi fondi pensione e dotazioni universitarie americane”  del 2008. Da qualche anno questa classifica era diventata una specie di concorso di bravura gestionale in cui i ritorni dell’ asset class  più sofisticata e innovativa  venivano evidenziati con orgoglio di gestori spesso in cerca di fama.

Mi aveva sempre suscitato una certa perplessità il fatto che  fondazioni e fondi pensioni, che idealmente dovrebbero essere ispirati alla cautela, da un decennio allocassero quote crescenti del proprio portafoglio in commodities,  hedge funds, private equity ed altri investimenti alternativi .

I risultati degli ultimi anni si erano tramutati da semplici “report della gestione” a ben più sexy “beauty contest” -veri concorsi di bellezza- particolarmente tra le grandi università .

Purtroppo tutte le belle storie hanno una fine e questa non è sempre lieta.

Evito di dilungarmi ma non posso evitare di citare qualche esempio (fonte Bloomberg) :

CalPERS (Fondo pensione dei dipendenti pubblici della California) si è “ristretto” da 260 Miliardi di Dollari ad Ottobre 2007 a 181 del 30 Giugno 2008 (dopo essere transitato per un minimo di 164 Miliardi in Gennaio) .

CaltSTRS (Fondo pensione degli insegnanti e professori della  California) ha dettagliato i rendimenti delle singole classi d’investimento: notevole il fatto che l’azionario (-28,0%) sia pressoché uguale agli investimenti alternativi (-27,6%) . Forse la sofisticazione di certi investimenti alternativi non ha portato vantaggi o forse le spese connesse li hanno vanificati.

L’università di Harvard stima che il proprio fondo abbia perso un 30% ; Yale, Università blasonata, dovrà rinunciare a nuove costruzioni e prepararsi ad un lungo periodo di austerità; Stamford –che ha sede a Palo Alto ed è nota per la collaborazione con la NASA, stima che per riportare la dotazione al livello precedentemente raggiunto, ci vorranno almeno 15 anni. College come Dartmouth e il California Institute of Technology, così come note università, hanno dovuto emettere nuovi titoli di debito per far fronte ad impegni di spesa già stanziati.

Ma c’è di più: molte di queste gestioni hanno potuto beneficiare ben poco del rimbalzo di borsa degli ultimi mesi perché impossibilitate a cogliere l’occasione essendo una quota consistente dei portafogli  investita in strumenti sofisticati  liquidabili solo in tempi lunghi.

Per ora si prevede che ne faranno le spese gli studenti (sì, quelli che pagano rette salatissime);  verranno inoltre congelate le nuove assunzioni, gli stipendi di tutto il personale  e i nuovi progetti di sviluppo .

Mi sono chiesto se c’è una lezione che posso imparare da queste (brutte) vicende; ci ho ragionato qualche giorno e poi ho iniziato a darmi qualche timida risposta, augurandomi che qualche collega mi spieghi come è possibile che gestori molto esperti e ben pagati, sorvegliati da accademici luminari della finanza, possano farsi prendere in contropiede in modo così evidente.

QUALCHE MIA PERSONALE CONCLUSIONE

  1. Negli investimenti finanziari la sofisticazione non è certezza di maggiori rendimenti o minori rischi;
  2. La ricerca del rendimento porta a prendere rischi progressivamente crescenti e  a perdere la percezione di  quanto rischio c’è in portafoglio;
  3. Come ho trovato recentemente scritto “il rischio è collegato in modo indissolubile al ritorno, ma i due tendono a presentarsi  in modo intermittente e non simmetrico”;
  4. Raffinati computi matematici su rischio e ritorno perdono il loro valore quando il mercato entra in stato di panico perché la correlazione tra asset class tende a 1 e tutto si muove all’unisono: la frontiera efficiente diventa inefficiente e i tradizionali sistemi di valutazione del rischio perdono gran parte della loro valenza;
  5. Gli investimenti, e in particolare quelli in strumenti finanziari, non possono essere semplicemente riprodotti con una serie di algoritmi  perché è impossibile riprodurre in formule l’emozionalità  umana e i tempi in cui questa si manifesta . Negli ultimi 30-40 anni c’è stata una incredibile comunanza di interessi tra Accademia e Grandi Case di Investimento di Wall Street; entrambe le parti hanno tratto enormi benefici: fama, profitti o entrambi; non di rado la fattura di tali benefici è stata fatta pervenire ai risparmiatori. Da quest’anno anche a  futuri pensionati californiani, studenti e famiglie degli studenti.

Chiudo ricordando una massima di Warren Buffett  “è bene imparare dall’esperienza, ma dove possibile è bene imparare dall’esperienza degli altri”.

Buone ferie a tutti!

Guido Monticello – IFA Verona – Verona

Una Risposta a “I computi strutturali erano corretti ma la struttura ha ceduto”

  1. jejè Dice:

    allora non stiamo messi male soltanto noi con le università!!! il problema però è che da noi anche i professori non si comportano molto bene!! pensate che io mi sono dovuta rivolgere ad universitalia per fare la tesi perchè il mio relatore non mi seguiva! non credo che questo possa avvenire nelle università di altri paesi!


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