
Fonte: investireoggi.it
Quello dell’economista è un mestiere davvero ingrato e ringrazio il destino di non aver mai fatto quel lavoro. L’economista di professione si espone a una serie di critiche inevitabili, dato che in economia (e peggio in finanza) ognuno la pensa come vuole, soprattutto quando ci si spaccia per professionisti della “previsione”: beh, in quel caso ci si mette proprio nei guai, come i bambini che vanno a giocare al casello dell’autostrada! Se poi l’economista ha l’abitudine di essere molto critico e piuttosto negativo su quello che gli succede attorno si finisce come il Prof. Roubini, il quale continua a mostrarsi pessimista a dispetto (o forse a causa) del rialzo dei mercati finanziari mondiali: l’effetto è quello di apparire come un grillo parlante o un piantagrane. In realtà è proprio Roubini a spiegare perchè questi mercati possono continuare a generare segni positivi nei prossimi mesi, spiegandone però anche criticità e pericoli.“Caro Roubini, nonostante la Sua esperienza Lei continua a perdersi in previsioni…. e sa qual è il problema?!?!? Lei potrebbe sbagliarsi, pur avendo ragione da vendere”.
Ormai lo sanno anche i sassi che gli speculatori incalliti (ad esempio i “bravi ragazzi” delle banche d’affari) continuano a indebitarsi in dollari per investire in azioni, materie prime, ecc. denominate in altre valute (che magari hanno tassi d’interesse più alti). Roubini ha definito tutto questo “la madre di tutti i carry trade”. A proposito, la banca centrale australiana è l’unica al mondo ad aver alzato i tassi di interesse due volte quest’anno….. converrà investire in canguri?!?!? . Il risultato è quello di avere grandi rialzi dei corsi azionari e un dollaro in continuo deprezzamento, soprattutto sull’Euro….. e il bello è che il Governo Americano dichiara di volere un dollaro forte (grasse risate, direi!).“Professore, fin qui posso essere d’accordo con Lei… ma quando si arriverà ad un limite anche in questo turpe meccanismo?”
(Ok, mi rispondo da solo anche stavolta) Beh, qualcuno la riga in fondo al bilancio dovrà pur metterla a fine anno. Chi ha letto i miei precedenti post saprà già come la penso. Più che di capire dove andranno i mercati si tratta di comprendere dove “li faranno andare”, anche se al sottoscritto non piace proprio fare previsioni. Facciamo il punto della situazione. Cosa stanno facendo le “mani forti” del mercato? A quanto pare (linea blu calante nella parte inferiore del grafico) hanno cominciato da qualche settimana a coprirsi vendendo future e comprando put sull’S&P500, ma forse è presto per parlare di un vero storno sulla base di questo. Insomma, i “bravi ragazzi” hanno ancora tempo per macinare qualche bonus di fine anno speculando sui mercati…. infatti si è ripartiti a salire da qualche giorno, fiduciosi peraltro che i tassi d’interesse americani rimarranno bassi anche sotto l’albero. “Professore, rischia di fare la parte dello scomodo grillo parlante fin dopo Natale! Ingrato mestiere il Suo, anche quando si ha ragione!”

Cesare Nistri – Studio Politi Nistri – www.politinistri.it – Milano
c.nistri@politinistri.it






novembre 10, 2009 alle 2:58 pm
Sono d’accordo con lei in merito al ruolo di quelli che lei chiama mani forti. Immagino si tratti delle banche. Forse il popolo bue non ha ancora messo abbastanza soldi in azioni. E se salgono i tassi d’interesse di nuovo?
novembre 10, 2009 alle 3:56 pm
Egr. Nistri, leggendo il suo articolo mi pare di capire che critica gli economisti per via delle previsioni. Le chiedo: lei in qualità di Consulente, visto che rivolgersi a questi professionisti pare sia la panacea per tutti i mali della finanza, cosa pensa del mercato? Invece di girare intorno al problema con i sembra, i ma, i però etc. secondo lei si può entrare nel mercato azionario (tralasciando il test di adeguatezza).
Grazie
novembre 11, 2009 alle 8:08 am
Gent. Tincas, il mio intento non era certo quello di criticare una categoria, quella degli economisti…. anzi gli sono vicino nella loro frustrazione professionale (lo dico senza ironia). Peraltro, non credo che la mia categoria sia la panacea di tutti i mali della finanza: come in tutte le categorie ci saranno professionisti più o meno bravi e non sta a me giudicare. Sicuramente mi interrogo sulle stranezze dell’umanità: mi spiega perchè il risparmiatore va dal farmacista finanziario per avere una consulenza invece che dal medico finanziario? Credo che anche Lei per la Sua salute si comporti diversamente. Chissà perchè in finanza chiediamo un parere professionale al farmacista?!?!? (con rispetto parlando, si intende)
Piuttosto sono fortemente critico verso chi vende una professionalità basata sulla capacità di prevedere i mercati. Anche Lei, nel Suo commento, mi fa la domanda sbagliata (cosa ne pensa del mercato?) e mi chiede di tralasciare il test di adeguatezza, decisamente più importante per chi come me crede molto di più nella pianificazione. Glielo posso garantire, non troverà mai un consulente che è capace di prevedere (sempre) i mercati!! Chi Le fa credere il contrario La sottopone a una presa in giro “intellettuale”. Ovviamente si tratta di opinioni personali.
Buona giornata
PS: Alla fine del mio articolo trova chiara la risposta alla Sua domanda.
novembre 11, 2009 alle 3:51 pm
Gent. Nistri, il mio intento non è polemizzare ma capire:
-siamo sicuri che rivolgersi ad un consulente finanziario (medico) porti maggiori vantaggi rispetto al promotore (farmacista)? Dove si può avere la prova?
- sul discorso di come vede i mercati azionari gli ho detto di tralasciare il test di adeguatezza perché ho supposto di avere un certo patrimonio supplementare (es. 100.000€) che vorrei investire totalmente in azioni, ben sapendo cosa sono, qual’è il rischio etc..
Buon lavoro
novembre 11, 2009 alle 4:31 pm
Gent. Sig. Tincas,
Lei mi chiede se il consulente indipendente porta dei vantaggi rispetto al promotore e mi chiede di provarlo. Mi permetta una battuta! Ma il promotore può provare il contrario? Magari se conosce un promotore può chiederglielo.
Piuttosto Le pongo questa riflessione: “ma Lei, rispetto ai consigli del Suo medico, si sentirebbe sereno sapendo che il medico viene pagato dalle case farmaceutiche in relazione alle medicine che consiglia ai pazienti?”. Ipotizzando che Lei tenga alla sua salute dovrei conoscere già la risposta!
Sul secondo punto la mia visione è già chiara in fondo al post.
novembre 12, 2009 alle 7:42 am
Caro Nistri, capisco che ognuno debba difendere con i denti il proprio orticello (adesso si costituirà l’ennesimo cobo lobbistico – leggi albo..). Le rispondo ponendole una domanda: Secondo Lei un PF se non fa gli interessi del cliente che fine fa? Se il cliente non viene soddisfatto rimane con il PF? Possibile che gli svariati miliardi di € che sono “gestiti” (termine improprio) dai PF siano caratterizzati solo da fregature, oppure anche un PF ha l’interesse a tenersi ben stretto il cliente soddisfando le sue esigenze? Infine mi dovrebbe spiegare una cosa. Ho letto da più parti che il Consulente fa risparmiare sui costi dei prodotti finanziari, ad es. invece di consigliare FCI consiglia ETF/ETC perché più efficienti. Ma il compenso del CFI dove lo mettiamo? E’ o non è un costo che deve sopportare il risparmiatore?
novembre 12, 2009 alle 9:01 am
Gent. Tincas,
mi spiace cogliere nei Suoi interventi un certo astio nei confronti della categoria professionale di cui faccio parte. Le assicuro che io non ho nessun pregiudizio nei confronti di quella dei promotori. Peraltro ne conosco diversi e li rispetto. Piuttosto mi sorprendo e un pò mi indigno quando dei nuovi clienti arrivano da me pieni di polizze unit linked, obbligazioni strutturate comprate in emissione, ecc. . Le assicuro che arrivano da me già arrabbiati….. e sono loro a chiedere a me se il promotore ha fatto il loro interesse consigliandogli certi prodotti. Lei cosa risponderebbe? Mi ha fatto una domanda analoga anche un sindaco (di cui non faccio il nome) il cui comune aveva in pancia dei derivati con costi occulti non dichiarati in sottoscrizione. Secondo Lei cosa avrei dovuto rispondere al Sindaco circa il comportamento della banca?
Per quanto riguarda i costi mi sempra molto molto difficile che la parcella di un consulente indipendente possa costare quanto le commissioni di tutti i prodotti che vengono collocati e piazzati al cliente. Del resto basta leggere un qualunque prospetto informativo….. o qualche ricerca di Mediobanca (non di Nafop) sui fondi comuni di investimento. Peraltro forse saprà che anche le reti di promotori cominciano farsi pagare una parcella, spesso in aggiunta alle commissioni percepite sui prodotti. Ai paradossi non c’è mai fine!. Magari su questo leggerà qualcosa in futuro proprio su questo blog.
Buona lettura!
novembre 12, 2009 alle 2:12 pm
Niente astio Nistri, ci mancherebbe. E’ ovvio che possano capitare casi come quelli che ha descritto. Il problema non è quello che ha descritto, ma risiede nella trasparenza e nell’onestà. Se uno è un PF onesto e trasparente e se spiega per bene il funzionamento di un prodotto al cliente che poi coscentemente lo sottoscrive, dove sta il problema?
Ho saputo delle reti che offrono il serizio di consulenza in materia di investimenti e se consigliano prodotti che hanno in collocamento retrocedono al cliente le commissioni su tali prodotti e si fanno pagare solo la parcella. Oppure se consigliano strumenti che non collocano, il cliente paga solo la parcella. Mi sembra un’ttima cosa. D’altrone anche i CFI vendono un qualcosa e se usufruiscono dei servizi offerti da qualchhe sim, in tema di wiew di mercato etc., ne sono chiaramente influenzati. Comunque ben vengano nuovi professionisti. Male ma molto male invece la costituzione del nuovo albo (perché non mi ha risposto) che vedo come un nuovo covo di interessi lobbistici. In un libero mercato se si hanno i requisiti derivanti dagli studi, di onorabilità, di indipendenza, basta e avanza. Poi è il mercato che deve decidere.
novembre 12, 2009 alle 4:03 pm
Si certo, le pecore nere ci sono ovunque…. mi chiedo tuttavia come mai i risparmiatori sono pieni di certi prodotti?!?!? Non lo definirei un fenomeno di nicchia da attribuire a uno sparuto gruppo di pecore nere. Diciamocelo Sig. Tincas, sono diversi lustri che una certa industria fa lauti, benchè legali e legittimi profitti, con un preciso modello di business: quello basato in primis sulla vendita dei prodotti. Mi sembra un pò tardi per diventare paladini della consulenza. Per quanto concerne le stretfie delle reti da Lei indicati staremo a vedere cosa accadrà: quali prodotti verranno consigliati?. Io continuo a preferire il mio ruolo di medico e continuerò a farlo alla vecchia maniera, facendomi pagare solo dal cliente. Del resto, solo il pensiero che il mio medico mi storni il costo delle medicine (Bayer,Pfizer, ecc.) per non pagare la parcella mi fa rabbrividere. non vorrei trovarmi la casa piena di pasticche e pastigline.
Per l’albo cosa vuole che le dica?!? Ce l’hanno anche i promotori, da diverso tempo… la discussione potremmo anche allargarla agli ordini professionali. Il mercato deciderà comunque.