Forse pochi investitori lo sanno, ma a fine 2009 (quindi dopo l’illuminante articolo di Fabrizio Taccuso) l’Antitrust ha multato Mediolanum con la sanzione record di 200 mila euro per «pratica commerciale scorretta» associata a Freedom.
Senza dubbio tutti i promotori di Mediolanum diranno che l’Antitrust è di parte (sì di quella dell’investitore) perché qua la politica non c’entra (anche se il Presidente del Consiglio detiene il 35.97% di Mediolanum tramite Fininvest; dati de IlSole24Ore). Il fatto che mi ha colpito (positivamente) è che seppur in un trafiletto a pag. 8 di Plus24, l’inserto de IlSole24ore di sabato 26 giugno, sono state espresse tutte le perplessità sul prodotto Freedom. L’articolo è di Riccardo Sabbatini che ogni sabato scrive su Plus24 di Governance con articoli puntuali, mirati che non lasciano spazi a commenti di parte in quanto vengono citati fatti e non opinioni.
“La pubblicità finanziaria fa miracoli. Normalmente il confronto tra tasso netto e lordo è relativo a un medesimo strumento finanziario per valutare quanto il fisco trattiene sulle performance. Mediolanum ha modificato il paradigma. Nella pubblicità del suo prodotto di punta “freedom” – un conto corrente bancario combinato con una polizza vita – vengono esposti il tasso netto “garantito” del 2% e quello lordo (2,73 per cento). Chi legge è portato a credere che il confronto sia relativo a Freedom, ma non è così….”
E’ così che inizia l’articolo; il giornalista nel proseguo dell’articolo fa notare che c’è il solito asterisco che informa che la performance lorda rappresenta un «dato equivalente se riferito ad un conto corrente ordinario». Se invece facesse riferimento alla polizza realmente collegata a quel conto corrente, caricata di minori oneri fiscali, Mediolanum avrebbe dovuto indicare un rendimento inferiore, il 2,28 per cento, meno “allettante”.
Le scelte di marketing, da parte di un gruppo tra i migliori in assoluto per la comunicazione e forse meno per i prodotti, si possono supporre, ma sin dalle elementari ci hanno insegnato che non ha senso confrontare mele con pere; ed é forse già qua che l’Antitrust ha subdorato qualcosa che si chiama pubblicità ingannevole? Probabilmente chi ha “creato” freedom è convinto che il suo prodotto ibrido può essere in tutto e per tutto paragonato a conti correnti a rendimento garantito (vedi “Conto Arancio”, ma non solo). E forse anche su questo “qualcuno sopra le parti” ha espresso qualche dubbio.
Come da prospetto: Freedom inizia a produrre un reddito per il sottoscrittore sulle giacenze superiori a 15mila euro che vengono automaticamente trasferite sulla polizza vita. Un conto corrente classico, produce interessi fin dal primo euro.
Inoltre le polizze non rientrano, ovviamente, nella tutela dei conti correnti bancari per il rischio default.
Si può aggiungere che neanche la polizza vita risulta essere attraente, d’altronde tutti i professionisti del settore sono a conoscenza degli elevati caricamenti (alias costi per il sottoscrittore) tra i più alti del mercato. In queste tipologie di prodotti finanziari, continua l’articolo, il tasso garantito rimane fisso per la durata del contratto e non cambia ogni tre mesi, come invece questo di Mediolanum. Continuando nella lettura del prospetto, la compagnia garantisce a priori soltanto il capitale versato. Il resto è appunto deciso trimestre per trimestre.
Beh però c’è anche la polizza “totalmente gratuita” promessa nei depliant illustrativi! I costi variano dallo 0 al 50 per cento. Ed anche qua “qualcuno più in alto di tutti” ha espresso qualche dubbio. “Pubblicità ingannevole”?
La conclusione è che a fine 2009 l’Antitrust ha multato Mediolanum con una sanzione record di 200 mila euro per «pratica commerciale scorretta» associata a Freedom.
Per la banca, che nel 2009 è stata ai primi posti nella classifica italiana del ramo vita, sono inezie. Qua la matematica non è un’opinione; quale società non accetterebbe un costo “imprevisto” del 3,4% pur di essere ai primi posti nella raccolta con 5 miliardi e 800 milioni di euro?
Se come investitore posso essere contento perché l’Antitrust c’è e lavora bene, lo stesso non posso dire per chi ha legiferato; finché le multe saranno all’acqua di rose, nulla cambierà.
Ma per finire in bellezza vi mando a due video
http://www.youtube.com/watch?v=9p0dE7m5lmI
http://www.youtube.com/watch?v=ZuyeICUefYI
Una vecchia pubblicità citava “La fiducia é una cosa seria”; ma si sa il mondo cambia ed a volte il fumo vince sull’arrosto.
Roberto Anselmini – Educatore Finanziario Indipendente – Milano – edu.fin.ind@gmail.com






luglio 22, 2010 alle 3:03 pm
Bisognerebbe dire a questo signore che Steve Wozniak è americano e non polacco come lui sostiene nelle sue storielle.
agosto 2, 2010 alle 12:30 pm
Se è per quello il telegrafo è stato inventato da Morse e non da Marconi come dice il genio Doris nel filmato.
Ma soprattutto che c’entra l’enorme innovazione portata da Steve Jobs con Mediolanum?
agosto 3, 2010 alle 8:27 pm
Il video che compare nel primo commento non c’entra niente con l’articolo scritto. D’altronde di video con Ennio Doris pieno il web. E’ molto pi significativo il primo video del mio articolo per capire la tipologia di personaggi con cui l’investitore potrebbe venire a contatto.